mercoledì 20 luglio 2011

Comunicato stampa


La direzione della Scuola estiva d’alta formazione in filosofia di Roccella Jonica comunica che, per motivi imprevisti e indipendenti dalla sua volontà, il professor Gianni Vattimo non potrà partecipare agli incontri programmati. Il professor Vattimo ha espresso alla direzione della Scuola il suo profondo rammarico, anche alla luce dell’impegno da lui stesso profuso in quanto componente del comitato scientifico – insieme a Mario Alcaro, Pietro Barcellona, Massimo Cacciari, Giuseppe Cantarano, Umberto Curi, Roberto Esposito, Sergio Givone, Teresa Serra, Aldo Tonini – nell’elaborazione degli aspetti teorici e programmatici della Scuola lungo l’arco di diversi mesi. Il professor Vattimo ha, inoltre, assicurato fin d’ora la sua presenza alla prossima edizione della Scuola e si è reso disponibile a partecipare anche a eventuali altri incontri che la Scuola volesse organizzare nei prossimi mesi. La direzione ringrazia il professor Vattimo per il prezioso contributo d’idee e per l’amicizia che, fin dalla sua costituzione, ha dimostrato verso la Scuola.



Il direttore
della Scuola estiva della scuola d’alta formazione in filosofia di Roccella Jonica
Giuseppe Cantarano

lunedì 27 giugno 2011

Umberto Curi STRANIERO

Curi: "quando lo straniero misura la nostra identità"
di Marco Filoni, la Repubblica, 30/11/2010

I filosofi dell'edizione 2011 - ROCCELLA IONICA 18-23 LUGLIO

UMBERTO CURI (18 LUGLIO ORE 17 ROCCELLA IONICA) in questo video spiega da dove viene la filosofia.

MARIO ALCARO (PLACANICA 19 LUGLIO), già ospite a Roccella l'anno scorso, in questo video parla di Sud e Filosofia.

SALVATORE NATOLI (ROCCELLA 20 LUGLIO) qui ci racconta da dove deriva il concetto di vita

PEDRO MIGUEL (ROCCELLA 21 LUGLIO) in questo video parla di pensiero interculturale tra Africa ed Europa


GIANNI VATTIMO
(ROCCELLA 22 LUGLIO) in una vera e propria lezione sul linguaggio come fondamento

 PIETRO BARCELLONA (ROCCELLA 23 LUGLIO) anche lui già presente l'anno scorso, qui tiene una lezione di filosofia e politica

Infine è possibile leggere una breve presentazione del libro LIBERALI D'ITALIA di ANTISERI - OCONE della RUBBETTINO collegandosi qui

mercoledì 22 giugno 2011

BANDO BORSE DI STUDIO -SCUOLA DI FILOSOFIA 18-23 LUGLIO2011

Ecco il tanto atteso BANDO PER LE BORSE DI STUDIO 2011, potete visualizzarlo CLICCANDO QUI e scaricarlo con l'opzione download che trovate in basso a destra della pagina che vi si aprirà.
DIFFONDETE DIFFONDETE DIFFONDETE!!!!!

giovedì 9 giugno 2011

Al via la seconda edizione della Scuola


LAssociazione Culturale Scholé - Centro studi filosofici,  in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, il Centro per la Filosofia Italiana, l’Istituto d’Istruzione Superiore “P. Mazzone” e Rubettino Editore, con il patrocinio della Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria, Il Comune di Roccella Ionica (RC) e il Comune di Placanica (RC)

organizza


Riflessi del presente
Scuola estiva di Alta Formazione in Filosofia “Giorgio Colli”
II edizione
18 - 23 luglio 2011


Comitato scientifico
Mario Alcaro, Pietro Barcellona, Remo Bodei, Massimo Cacciari, Giuseppe Cantarano, Umberto Curi, Roberto Esposito, Sergio Givone, Teresa Serra, Aldo Tonini, Gianni Vattimo.

È prevista l’erogazione di 8 borse di studio destinate a studenti universitari, neolaureati e dottorandi di filosofia senza borsa. Il bando è visionabile QUI.
La scuola è aperta a tutti, coloro che vivono fuori sede e vorranno partecipare potranno accedere alla convenzione proposta dall’Associazione Scholè. il costo è di 290,00 euro, nei quali sono compresi: vitto e alloggio completi, ( 6 giorni e 6 notti, dalla mattina di lunedì 18 alla mattina di domenica 24 luglio in hotel 3 stelle), materiale didattico e iscrizione alla Scuola (10,00 euro). Per info tel 0964.863017 oppure 3409697191.




Comitato scientifico

Mario Alcaro, Pietro Barcellona, Remo Bodei, Massimo Cacciari, Giuseppe Cantarano, Umberto Curi, Roberto Esposito, Sergio Givone, Teresa Serra, Aldo Tonini, Gianni Vattimo.



Programma



18 luglio 2011 Convento dei Minimi

- h 10.00

INAUGURAZIONE E APERTURA DEI LAVORI

“GIORGIO COLLI” a cura del Prof.re Giuseppe Cantarano, Università della Calabria

Proiezione del film “Modi di vivere”(Ita, 1987) di Marco Colli, sarà presente l’autore.

- h 17.00

STRANIERO lezione a cura del Prof.re Umberto Curi, Università di Padova.



19 luglio 2011 Convento dei Minimi 

 - h 9.30

Comunicazioni

Dibattito con il Prof.re Umberto Curi

- h 17.00 (Placanica)

“TOMMASO CAMPANELLA” lezione a cura del Prof.re Mario Alcaro, Università della Calabria 



20 luglio 2011 Convento dei Minimi

- 9.30

FELICITÀ lezione a cura del Prof.re Salvatore Natoli, Università di Milano

-h 17.00

comunicazioni e dibattito



21 luglio 2011 Sala del Consiglio Comunale

- h 9.30

MONDO Lezione a cura del Prof.re Pedro F. Miguel, Università di Bari

-h 17.00

comunicazioni e dibattito.





22 luglio 2011 Sala del Consiglio Comunale

- h 9.30

TECNICA lezione a cura del Prof.re Gianni Vattimo, Università di Torino

-h 17.00

comunicazioni e dibattito


-h 22.00 Lungomare Belvedere (di fronte all’area giochi)

Presentazione del libro Liberali d’Italia di D. Antiseri e C. Ocone edito da Rubbettino, sarà presente l’autore Corrado Ocone.



23 luglio 2011 Sala del Consiglio Comunale

-h 10.00

TAVOLA ROTONDA presieduta dal Prof.re Pietro Barcellona, Università di Catania, parteciperanno Mario Alcaro, Giuseppe Cantarano, Pedro Miguel, Gianni Vattimo e il Prof.re Mario Caligiuri, Assessore alla Cultura della Regione Calabria

-h 19.00

Mario Alcaro, Pietro Barcellona e Gianni Vattimo discutono su "Il futuro della filosofia nell'epoca contemporanea", in occasione dei due recenti libri di Giuseppe Cantarano: Le lacrime dei filosofi. L'idea di salvezza in Occidente (Marietti, Milano) e I giorni della vita. La filosofia risponde alle domande quotidiane (Editrice San Raffaele, Milano)

giovedì 12 maggio 2011

C'è chi non muore mai. Almeno per ora!

Marx is alive. Per maggiori informazioni recarsi al cimitero di Highgate, nord di Londra. Si consiglia di non presentarsi sprovveduti delle "Tesi su Feurebach". L'ingresso è vietato ai marxisti.

sabato 23 aprile 2011

"Cronache da Londra", di Angelo Nizza su Radio Audio by Certomà

Cronache da Londra
 su Radio Audio by Certomà, prima puntata

 "...Uno modo per raccontare a voi, ma anche a me stesso le percezioni di un'esperienza inedita..."

martedì 1 febbraio 2011

CalabriaOra - 1 febbraio 2011

Corso di filosofia zero
Roccella, lo realizza l’Istituto “P. Mazzone”. E intanto si progetta la seconda Scuola estiva


«È sempre tempo di filosofare». Il celebre motto di Epicuro, filosofo alessandrino le cui teorie sulla
consistenza materiale della realtà furono oggetto della tesi di laurea di Karl Marx, costituiscono
il “fil rouge” delle lezioni programmate dai fratelli Elisa e Salvatore Scali. I due professori di storia
e filosofia dell’Istituto d’istruzione superiore “P. Mazzone” di Roccella daranno il via, il prossimo
nove febbraio, a un ciclo di dodici appuntamenti dal titolo “La vita pensata”. Il corso si terrà
ogni mercoledì pomeriggio al liceo e sarà realizzato in collaborazione con la Scuola estiva d’alta
formazione in filosofia, nata la scorsa estate. Gli incontri, della durata di due ore ciascuno, avranno
due temi principali che sono altrettante parole chiave della storia del pensiero e cioè “conflitto”
e “felicità”. Ma la caratteristica del progetto non è tanto nei contenuti, quanto nella forma. Sono
gli stessi organizzatori a spiegarlo: «la scuola si apre al territorio per offrire la propria ricchezza
formativa, ospitare e “fare sapere” senza limiti o barriere, con la finalità di contribuire ad una
formazione continua che coinvolga persone di cultura, età, saperi ed appartenenze differenti».
Ecco, quindi, concretizzarsi la massima epicurea, secondo cui per fare filosofia non esistono affatto
limiti anagrafici e, stando al corso, chiunque abbia interesse e voglia può parteciparvi iscrivendosi
presso la segreteria didattica dell’Istituto. Le lezioni zero, dunque, sono indirizzate soprattutto ai
non addetti che desiderano approcciarsi alla materia. Si tratta, inoltre, di un’attività che rientra
nel contenitore più largo della Scuola estiva, diretta da Giuseppe Cantarano dell’Università della
Calabria. Dopo la prima edizione di agosto 2010, la macchina organizzativa è al lavoro per la
realizzazione della seconda uscita, dedicata al lessico della politica contemporanea. Circolano già
nomi pesanti, come quelli di Gianni Vattimo e Salvatore Natoli, ma il programma non è ancora
completo e a tempo debito sarà pubblicato sul sito internet http://filosofiaroccella.blogspot.com.

Angelo Nizza

domenica 23 gennaio 2011

U scecco 'nto lanzolu e il disinteresse delle donne (La Riviera, 23.1.2011)

                                                 (foto di Daniele Giombi)

Le recenti deformità della nostra vita istituzionale sono legate a doppio filo con  la percezione della donna nell’era berlusconiana, ecco perché le dinamiche che si sviluppano sotto le lenzuola del Premier non sono affatto indifferenti a quello che sta succedendo in Italia. Al contrario di quello che sostengono molti, anche dell’opposizione, il problema non è tanto morale o giuridico, ma principalmente politico, la vicenda dei festini è l’emblema di un preciso modello di governo: faciloneria e ferrea convinzione che...

sabato 22 gennaio 2011

CalabriaOra, 22 dicembre 2010 - OraEsatta


L’ira di un uomo agro


Dal latino “acer-acris-acre” che significa aspro. Il romanzo “La vita agra”, di Luciano Bianciardi, racconta di un’esistenza arida, disumana e infelice. La folla nauseabonda, individui come «ectoplasmi», «il traffico astioso», le luci, i rumori, il puzzo delle strade. Quella metropolitana non è affatto una dolce vita, ma un’esperienza che ha del mostruoso. E’ questa l’inappellabile sentenza che l’autore pronuncia. Lui che dalla provincia si trasferisce in città per combattere il sistema, addirittura con intenti dinamitardi. Giunto su piazza, però, rimane inghiottito dai ritmi del lavoro salariato e per campare è costretto a vendere la sua intelligenza, a produrre articoli e traduzioni, quindi  a guadagnare. Ma è proprio dall’interno del meccanismo che riesce a scorgerne gli ingranaggi. Descriverli. Criticarli. Un moto di ribellione contro sé stesso, insieme dentro e fuori il modello dominante, ma comunque ridotto a un’acre condotta. Come accade soltanto a chi scrive un grande testo, si può essere anche in disaccordo con il giudizio di Bianciardi. Tuttavia, non si può archiviare la sua analisi con un’alzata di spalle o con un banale ammiccamento. Il suo è un romanzo contemporaneo. Non tanto perché, già lo sappiamo, appartiene agli anni duemila. Infatti, è del 1962. Ma perché si colloca in un momento in cui l’Italia e l’occidente capitalista stanno cambiando volto. Stanno acquisendo quella fisionomia che oggi è ben definita nei suoi lineamenti. E cioè l’ingresso in produzione del saper parlare. Del saper scrivere. Del saper gestire le relazioni sociali. Dell’esser creativi. Insomma, tutto ciò che ha che fare con la generica intelligenza umana e con la cultura è adatto a essere impiegato come forza lavoro. Bianciardi non parla di metalmeccanici alla catena. Si badi, esistono ancora, ma il punto decisivo è che non sono più loro il perno della produzione odierna. Conta assai di più «una professione terziaria o quartaria» per le quali «occorrono attitudini di tipo politico». «Preti», «pubblicitari», «Prm», «segretariette». E, ancora, articolisti, telefonisti, collaboratori non meglio identificati e delle specie più disparate, opinionisti. Così come l’operaio che non aziona più il mezzo di lavoro, ma svolge mansioni di sorveglianza, controllo e coordinamento del macchinario elettronico e automatico. L’aspetto, davvero degno di essere messo in chiaro, è che intelligenza e cultura non sono importanti soltanto nell’industria culturale, per esempio nell’editoria. Al contrario, tutti i settori, anche quello in cui si lavora l’acciaio, necessitano di persone dalle spiccate capacità organizzative, abili parlatori, provvisti di un buon “know how”. E’ questo il quadro della società post-fordista. Dove per la prima volta nella storia la vita umana come tale, con le sue caratteristiche più specifiche, il linguaggio verbale e la socialità, diventa merce di scambio. Soltanto che, si chiede Bianciardi, «come si misura la bravura di un prete, di un pubblicitario, di un Prm?». Anche qui l’autore si dimostra perspicace e coglie un argomento importante. E’ matematicamente impossibile misurare l’esborso di energia cognitiva sulla base di ore di lavoro astratto. Già, si tratta di due elementi incommensurabili. Come si fa a calcolare quanto tempo dura l’impiego della «fede», del «desiderio d’acquisto», della «simpatia» e, poi, a conteggiare una paga? Con il metro tipico del lavoro fordista, quello delle otto ore in fabbrica, non è fattibile. Eppure, ancora oggi, è questa l’unità di misura utilizzata. Non più valida, ma d’uso corrente. Che sta segnando l’inizio della fine della società basata sul salario. Forse, è da un tale paradosso che conviene partire per analizzare la crisi del capitalismo maturo e, di conseguenza, del mondo in cui viviamo. Forse, è il caso di rileggere il testo di Luciano Bianciardi che, con grande perizia letteraria e verve filosofica, ha messo in piedi un romanzo che è un vero manifesto politico. Più di tanti saggi scientifici, sociologici, economici che non fanno altro se non salire sul carro dei vincitori. Tutto sommato, è per queste ragioni che è valsa la pena di spendere delle righe su “La vita agra”. Per la stringente attualità della sua prosa e dei suoi contenuti. Perché è la confessione di una biografia che ha bisogno della sincera comprensione di chi legge. Attenzione, non di piagnistei o flebili lamenti. Ma di rabbia.

Angelo Nizza

lunedì 17 gennaio 2011

La filosofia del manager e la Storia operaia

video
“Ci sono problemi più grandi,
ai quali il mercato non è in grado di dare soluzione”
Sergio Marchionne (...sob)

Non era bastato renderlo precario, massacrante, frustrante.
Non era bastato calpestare il diritto al lavoro, bisogna evidentemente distruggere il diritto che lo regge dall’interno, la spina dorsale che permette a tutti coloro che lavorano di camminare a testa alta, non tanto di sentirsi più ricchi, o più felici, ma più liberi.

mercoledì 12 gennaio 2011

PERNACCHIA ACCADEMICA

una citazione immortale e un aneddoto
"La vanità dello scrivere in filosofia.
La cosa meno seria di uno scritto filosofico è che è uno scritto. Platone lo ha appunto scritto, ché la lettera VII, autentica o no, comunque ‘platonica’, rappresenta questa confessione necessaria di impotenza: […] lo sforzo di dire adeguatamente si converte nella consapevolezza che ogni dire resta inadeguato e che, pertanto, non sarebbe serio perseguire la vana plasticità dello scritto. […]
L’avere una volta filosofato è continuare a filosofare, comunicandosi non già l’eredità dei risultati bensì la continuità della successione effettiva e concreta passante di mano in mano, all’interno restando della sua autonOmia non cedibile ad alcuno."
tratta da Anyphoteton di
Giovanni Romano Bacchin 1975 -
un uomo fatto di pensiero
(Belluno, 1929 - Rimini, 1995) è stato docente di Filosofia della storia e Filosofia della scienza presso l'Università di Perugia e di Filosofia della scienza presso l'Università di Lecce. Dal 1970 fino alla sua morte ha occupato la Cattedra di Filosofia teoretica presso l'Università di Padova.

Maurizio Di Bartolo ha scritto "Socrate è morto, Bacchin è morto e nemmeno io mi sento tanto bene."

Misi la frase che dà inizio alla citazione riportata nell'introduzione della mia tesi, proprio in esergo; il mio prof la vide solo pochi giorni prima della seduta di laurea, non gli avevo detto nulla perchè mi sembrava una frase tautologica e incontestabile... lui invece dette di matto dicendomi che la frase "La cosa meno seria di uno scritto filosofico è che è uno scritto" era una pernacchia accademica in faccia a una commissione piena di gente che scriveva di filosofia e che mi ero sicuramente giocata la lode!
Ho riso tutto il giorno! invano ho tentato di spiegargli l'inspiegabile (visto che la frase diceva già tutto da sola), anche gli argomenti più banali (era una frase scritta in un libro filosofico da chi scriveva libri filosofici ecc.) non l'hanno convinto, era inutile non capiva, mancava del tutto di profondità!

Alessandra Mallamo

p.s. la lode l'ho presa naturalmente...

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